Tra le mani, caro amico lettore, hai un libro che ti affascinerà. Scritto in uno stile semplice, è frutto soprattutto dell' amore e dell' ammirazione che l'autore, José H. Prado Flores, ha sempre nutrito per Paolo, l'atleta di Gesù Cristo.
Paolo di Tarso è, infatti, l'uomo dalle mille sfaccettature: allo stesso tempo giudeo, greco e romano; fariseo e cristiano; contemplativo ed uomo d'azione; evangelizzatore e maestro; audace scrittore e teologo profondo; instancabile nell' andare e costretto all'inattività del carcere; seguito da molti e, alla fine, abbandonato da Tutti.
Ma quale sarà, dunque, la ragione ultima della sua vita ed il significato della sua esistenza? Senza dubbio, Gesù Cristo, il Signore che gli apparve sulla via di Damasco. Gli undici capitoli che lo compongono creano un dinamismo tale che ti sentirai attratto a seguire, più da vicino, le orme dell'Apostolo delle Genti. Ti auguro di avere un incontro nuovo e gioioso con Gesù risorto (la tua personale via di Damasco) che faccia nascere in te un tale Amore per la Parola da trasformarti in un zelante proclamatore della Buona Novella di Gesù, ovunque lo Spirito Santo ti vorrà condurre.
Tommaso dovette estendere la sua mano e toccare la piaga del costato, sanguinante e viva... per incontrarsi con la propria ferita e sentire nella carne la propria piaga ed il proprio dolore, "il suo dubbio e la mancanza di fede", sicuramente una ferita che portava sin dall'infanzia... che lui non conosceva... e fu allora che si identificò con il dolore di colui che era stato crocifisso... il quale cambiò il suo dubbio, la sua mancanza di fede e di amore, in una totale, guarigione.
E in quel momento che Tommaso lo riconobbe: "Signore mio e Dio mio".
Il messaggio di questo libro vuole portare alla luce quelle piaghe che conserviamo nascoste sotto la pelle (nel nostro intimo più profondo).
Alla stessa stregua di Tommaso, non arriviamo a riconoscerle fino a che dalla sofferenza, dalle piaghe e dalle ferite che portiamo con noi sin dal seno della nostra madre o dalla nostra tenera età, sgorga sangue vivo per unirsi
con il sangue vivo del nostro Signore e siano così sanate.Allora anche noi, insieme a San Tommaso, possiamo
gridare, dopo ogni guarigione: "Signore mio, Dio mio".
Questo è un messaggio di speranza, di trasformazione e santificazione, per tutti coloro che come me si sono sentiti feriti, aggrediti ed impossibilitati a cambiare, quando le loro esperienze passate hanno formato il loro tempera-
mento e carattere in un modo sbagliato. Per il nostro Signore non è mai troppo tardi, è solo sufficiente che noi
gli apriamo il nostro cuore e gli diamo la libertà di agire.